La regione dei Parchi: prosegue l’Usa on the road

La regione dei Parchi: prosegue l’Usa on the road

Vi avevamo lasciato la settimana scorsa con l’Arches National Park che concludeva la prima parte del nostro viaggio. La regione dei Parchi: prosegue l’Usa on the road! Ripartiamo da …

Monument Valley Tribal Park

Dirigendosi adesso verso sud, sul confine tra Utah e Arizona, si trova la Monument Valley, la Riserva Navajo più visitata al mondo.

Per arrivare a questo pianoro desertico ed avvistare i suoi tre monoliti sabbiosi, si percorre una strada altrettanto spettacolare: difatti, essa segue un rettilineo in leggera discesa che dà ai viaggiatori l’idea di entrare dolcemente all’interno della valle.

La regione dei Parchi: prosegue l'Usa on the road

Per visitare la Monument Valley ci sono due possibilità: prenotare uno dei tour organizzati che partono dalle città vicine e comprendono la visita del parco e il tour in elicottero, oppure fare il giro della valle in autonomia, utilizzando la propria auto.

Nel secondo caso, basterà seguire la Valley Drive, la strada che si sviluppa nel cuore della valle per addentrarsi in questo deserto magico: potrete ammirare i The Mittens and Merriks Butt, ovvero i tre monoliti più famosi del Far West, l’Elephant Butt, una conformazione rocciosa la cui forma ricorda un elefante, l’Artist’s Point, un punto che gode di una veduta panoramica in cui l’orizzonte si estende a perdita d’occhio, e molto altro.

Come valore aggiunto di tutta l’esperienza, vi consiglio anche di fermarvi, alla fine della Valley Drive, presso le bancarelle degli Indiani Navajo, sempre pronti a parlarvi della loro cultura e a farvi appassionare della propria storia.

Inoltre, se vi interessa approfondire la nascita del connubio tra la Monument Valley e i film Western, molto interessante è il Goulding’s Museum & Trading Post, che conserva fotogrammi, poster, foto e altri documenti che raccontano la nascita di questo fenomeno e approfondiscono il ruolo dei Navajo in questa storia di successo.

Hourseshoe Bend

Continuando lungo il confine che divide Utah e Arizona, non si può non prevedere una sosta all’Hourseshoe Bend, un’ansa del fiume Colorado profonda più di 300 metri che ricorda, come forma, un ferro di cavallo.

La regione dei Parchi: prosegue l'Usa on the road

Dopo aver parcheggiato la macchina, dovrete imboccare il sentiero che conduce fino allo strapiombo: tenete presente, però, che il sentiero è completamente al sole, perciò munitevi di acqua, cappello e crema solare.

Da qualche anno a questa parte sono state apposte delle ringhiere per proteggere il bordo dello strapiombo, per cui potrete ammirare questo spettacolo della natura in totale sicurezza.

Se la vista da questo punto panoramico non vi basta, potete prenotare uno dei tanti tour in elicottero e sorvolare tutta la zona.

Waterholes Canyon

A brevissima distanza dall’Hourseshoe Bend potrete ammirare il maestoso Waterholes Canyon.

L’itinerario turistico convenzionale vorrebbe che, a questo punto del vostro viaggio on the road, voi faceste tappa al bellissimo Antelope Canyon.

Tuttavia, questo canyon è molto gettonato dai turisti e si deve prenotare l’entrata moltissimo tempo prima, monitorando il sito sperando di trovare uno slot disponibile. Inoltre, anche il prezzo di ingresso è abbastanza elevato.

Per questi motivi, il Waterholes Canyon rappresenta un’ottima alternativa all’Antelope Canyon.

Difatti, dal momento che è conosciuto da pochi, le escursioni guidate costano poco e il percorso viene effettuato in esclusiva per ogni gruppo che prenota. Per questo, potrete godervi la pace e la tranquillità di una visita a questo slot canyon, che deve la sua profondità all’erosione dell’acqua durata secoli.

Il mio consiglio è di fare la visita quando il sole è più alto nel cielo, perché i suoi riflessi riescono a creare un gioco di colori sulle pareti che ricorda delle onde del mare di colore rosa e arancione.

Grand Canyon National Park

Percorrendo un bel po’ di strada e raggiungendo l’Arizona, una tappa che non può certo essere ignorata è il Grand Canyon National Park, che con i suoi strati di roccia rossa che dimostra milioni di anni di storia geologica.

La distanza tra i due bordi del canyon, North Rim e South Rim, arriva anche fino a 25km per cui visitare entrambe le sponde in una giornata è davvero difficile.

La South Rim è sicuramente l’opzione più comoda, dal momento che ha a disposizione una navetta gratuita che porta a visitare tutti i punti panoramici principali. Per non perdersene nessuno, è sufficiente seguire il Rim Trail, un sentiero percorribile a piedi, in auto o in navetta.

Il punto migliore di osservazione del South Rim è Desert View: salendo sulla torre d’osservazione decorata con murales indiani è possibile avere una panoramica di 360° di tutto il canyon.

Death Valley National Park

Abbandonando l’Arizona ed avventurandoci nella ridente California, una delle prime attrazioni che si incontra è la temibile Valle della Morte.

Essa prende il suo nome dalla desolazione che la caratterizza, dal momento che è il luogo più caldo e arido di tutto il Nord America.

Uno dei punti panoramici più famosi della Death Valley è Zabriskie Point: formato da un antico lago che ormai non esiste più, si è formato dall’unione di fango salino, ghiaia e lapilli dei vulcani vicini che, con il passare degli anni, hanno dato vita ad uno strato di lava dura che oggi offre ai visitatori uno scenario naturalistico surreale.

In questo parco si trova anche il punto più basso del Nordamerica, ovvero il Badwater Basin: situato ben 86 metri sotto il livello del mare, l’acqua evapora formando poligoni di sale che, all’alba e al tramonto, creano giochi di luce dai riflessi cerulei.

Inoltre, consiglio di fare un tour in auto per poter apprezzare le i colori e le forme del paesaggio circostante.

NB: le temperature nella Death Valley sono molto elevate, la strada per arrivare passa in mezzo al deserto e non ci sono stazioni di servizio nel raggio di molti chilometri. Per questo, è essenziale avere a disposizione acqua e cibo per tutto il tempo che contate di stare in questa zona, fare rifornimento di benzina tutte le volte che se ne ha la possibilità e assicurarsi di avere una ruota di scorta in auto e l’occorrente per montarla in autonomia.

Sequoia National Park

L’ultimo parco naturale di questo viaggio on the road è il Sequoia National Park, uno dei parchi più importanti della Sierra Nevada.

Come si intuisce dal nome, le protagoniste assolute di questo parco sono le sequoie giganti, che si stima siano lì da più di 2.500 anni.

Il protagonista assoluto di questo parco è il General Sherman Tree, che con i suoi 83 metri di altezza e un diametro di 11 metri alla base, è l’albero più grande del pianeta. Inoltre, dal sentiero principale del General Sherman Tree si dirama il Congress Trail, una sorta di museo a cielo aperto dove è possibile aggirarsi tra gli altri maestosi alberi della Giant Forest.

Ultima tappa San Francisco

Least but not the last, eccoci finalmente giunti a San Francisco.

Se avete poco tempo da dedicare a questa splendida città, non potete non visitare tutte quelle che sono le attrazioni turistiche principali.

Prima tra tutte il Golden Gate Bridge, che sicuramente è il simbolo della città: lungo 2,7 chilometri e di colore arancione scuro, può essere visitato partecipando ai tour guidati, attraversato in bicicletta, a piedi o in auto.

Inoltre, per fare un’esperienza più unica che rara, è possibile arrampicarsi sui cavi d’acciaio del ponte o salire in cima ad uno dei pilastri, a patto di essere accompagnati da una guida esperta.

Un altro dei simboli cardine della città è l’ex carcere federale di massima sicurezza Alcatraz, costruito su un’isola all’interno della baia di San Francisco.

Da non perdere è la sua visita, che vi permetterà di scoprire le squallide celle in cui vivevano i detenuti e le regole a cui dovevano sottostare.

Addentrandoci nel cuore della città, una delle attrazioni principali per i turisti è il Fisherman’s Warf, un luogo incantato in cui natura e modernità si incontrano in un connubio quasi perfetto.

Difatti, ai negozi di souvenir, ai ristoranti, alle panetterie e alle imbarcazioni storiche si contrappongono pescherecci, il sapore di sale e un nutrito gruppo di adorabili leoni marini, che ogni giorno divertono i visitatori con i loro canti.

Infine, oltre ai vari quartieri come Chinatown e North Beach, alle piazze famose come Union Square e al Golden Gate Park, sicuramente merita una visita Lombard Street, una strada molto ripida composta da otto ripidi tornanti piastrellati di mattoni rossi, che permette di avere un punto di vista privilegiato sulla città.

Infine, un altro punto panoramico da segnalare è sicuramente Twin Peaks, da cui è possibile ammirare tutto lo skyline della città.

Natura on the road

Come detto nel precedente articolo, questo itinerario non propone sicuramente il classico viaggio di nozze all’insegna del relax, ma è ideale per chiunque sia appassionato di natura e voglia vivere una vera avventura on the road!

di Virginia Ciabatti

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