Marina di Camerota: un viaggio nel Cilento tra storia e sapori

Marina di Camerota: un viaggio nel Cilento tra storia e sapori

Marina di Camerota: un viaggio nel Cilento tra storia e sapori – È uno dei centri più popolosi del Cilento, Marina di Camerota è situato in provincia di Salerno, nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Marina di Camerota: la storia

L’origine del Comune è legata ad una leggenda, la quale racconta del nocchiero di Enea, cioè Palinuro; egli costeggiando le coste dell’attuale Cilento, s’invaghì di una fanciulla di nome Kamaratòn, la quale non ricambiò il suo amore, che, disperato, la inseguì nel fondo del mare, perdendo la vita.

Venere, dea dell’amore, sdegnata per la crudeltà della donna, la trasformò in roccia, proprio l’attuale sperone su cui sorge il comune di Camerota, condannandola a guardare in eterno il suo amante respinto.

Camerota è stata fondata nel VI sec. a.C. dai Focei, la stessa popolazione greca che fondò la città di Elea – Velia; il suo nome deriva dal greco Kamaratòn, cioè costruzione ad arco; ciò dipende dal fatto che nella zona sono presenti numerose grotte naturali a volta e dalla caratteristica tecnica di costruzione di Camerota, il cui modulo è l’arco a tutto sesto.

La cittadella si sviluppa intorno ad un castello negli anni 535-553, durante la guerra tra i Goti ed i Bizantini.

Marina di Camerota: le attrazioni

Il borgo medievale

La caratteristica principale del comune è sicuramente il suo borgo medievale; infatti il centro storico presenta molti edifici risalenti all’epoca medievale, tra cui il castello Marchesale ed il Museo della Civiltà Contadina e dell’Artigianato.

Il castello Marchesale di Camerota è una fortificazione situata in cima alla collina rocciosa dove sorge il centro abitato; è un castello medievale costruito durante il periodo normanno, tra l’XI e il XII secolo. Inizialmente baronale, diventa marchesale nel XVI secolo. Ad oggi sono presenti le mura di cinta esterne con il fossato, le torri e, all’interno, i resti di una cappella. Nei pressi del castello è stato realizzato, nel 1997, il teatro Kamaraton, interamente formato da fossili di selce.

La cappella di Piedigrotta

È uno dei posti più affascinanti del comune camerotano dalla quale si può godere di una vista meravigliosa sulla frazione Marina. Situata nel territorio di Lentiscosa, si raggiunge seguendo la strada che sale da Marina di Camerota, verso San Giovanni a Piro.

L’EcoMuseo Virtuale del Paleolitico

Situato nei pressi del porto, il museo nasce con l’obiettivo di trasmettere a tutti l’importanza storica, naturalistica, geologica ed archeologica delle grotte della costa di Marina di Camerota e di favorire, attraverso l’elaborazione di una serie di percorsi tematici, la conoscenza dell’area stessa.

Si tratta di una sala immersiva e una sala informazioni sulle testimonianze dell’uomo preistorico nel Cilento, in particolare nelle grotte camerotane, risalenti risalenti addirittura a 500 mila anni fa, ma anche resti degli insediamenti dell’età del Bronzo.

Marina di Camerota – Spiaggia Baia degli Infreschi

La spiaggia di Baia degli Infreschi, nota anche come Porto Infreschi o Cala Infreschi, è una delle più belle della penisola italiana; infatti, nel 2014 han vinto il premio della spiaggia più bella d’Italia di Legambiente. La spiaggia non è molto grande e si affaccia sul mar Tirreno.

Baia Infreschi, e la sua spiaggia, si trova alla fine del sentiero trekking degli infreschi; la cala è situata tra la costa di Marina di Camerota e quella di Scario, in linea d’aria tra Lentiscosa e San Giovanni a Piro.

La linea di costa è caratterizzata da spiaggette nascoste e isolate immerse tra i ruderi delle antiche torri di avvistamento; a rendere ancora più attrattiva la zona, ci sono le diverse grotte, alcune delle quali sommerse.

Il nome ricorda le sorgenti di acqua dolce che sgorgano a mare creando lo strano fenomeno di acque superficiali più fredde rispetto a quelle più profonde.

La baia è raggiungibile via mare da Palinuro e Camerota, permettendo anche di visitare le grotte a sud di Marina di Camerota o via terra seguendo il sentiero che da Marina di Camerota porta agli Infreschi. Un cammino panoramico tra la macchia mediterranea, il quale parte dalla Spiaggia di Lentiscelle, passando per le spalle del Monte di Luna e lungo il Vallone Valamonte e la Serra degli Infreschi, permettendo di ammirare viste mozzafiato sulla Cala Fortuna e sulla Cala Bianca, spiagge raggiungibili solo via mare. Il percorso si può svolgere in circa tre ore e mezza.

La spiaggia del Mingardo

È una delle spiagge più lunghe del litorale cilentano; inizia dalla foce del fiume Mingardo, dal quale prende il nome, presso la spiaggia dell’arco naturale di Palinuro. È caratterizzata da una sabbia granulosa, che si fa sempre più fine andando verso le dune; nei pressi della spiaggia è presente anche la grotta del Ciclope, in passato sede di una discoteca e, secondo la leggenda, grotta di Polifemo.

La spiaggia presenta numerosi tratti liberi, in particolar modo nei pressi della pineta del Mingardo, ma non mancano i lidi attrezzati.

La spiaggia di Cala del Cefalo

Molto simile a quella del Mingardo, le due spiagge sono distanziate da una parete rocciosa. La spiaggia di Cala del Cefalo non è molto grande e nel corso degli ultimi anni ha visto l’avanzare dell’erosione costiera, che ha visto una riduzione dell’arenile e frane sulla strada poco distante. L’arenile, dal 2000, rientra nell’area protetta europea SIC (sito di importanza comunitaria) “Scoglio del Mingardo e spiaggia di Cala del Cefalo”.

La cala è stata anche la culla di alcune tartarughe Caretta Caretta. Nel mese di Luglio 2015, infatti, una tartaruga Caretta Caretta nidificò presso la spiaggia del Cefalo.

A contraddistinguere la spiaggia è l’enorme masso roccioso che somiglia a una pinna di un cefalo, da cui prende il nome la cala. La sabbia è granulosa e presenta piccoli ciottoli sulla battigia. Il mare è spettacolare ma molto profondo.

La spiaggia del Troncone

È sicuramente una delle più apprezzate e rinomate spiagge del Cilento, soprattutto perché è l’unica spiaggia naturista.

Tuttavia, il nome originale della spiaggia non è “spiaggia del Troncone”, bensì Cala Finocchiaro o Cala Finocchiara; il nome Troncone è un soprannome dato alla spiaggia, grazie ad un grosso fusto d’albero che per molti anni è stato arenato sulla spiaggia.

La spiaggia del Troncone di Marina di Camerota è, ufficialmente, l’unica spiaggia naturista autorizzata del sud Italia, se si esclude la siciliana di Gela, con la delibera n°80 del 21 aprile del 2011; in Italia sono solo 7 le spiagge nudiste autorizzate.

La spiaggia del Troncone è situata tra due delle località balneari più visitate del Cilento, ovvero Palinuro e Marina di Camerota.

Spiaggia del Troncone – Come raggiungerla

Ci sono due modi per giungere alla Cala Finocchiaro. Viaggiando da Palinuro a Marina di Camerota incontriamo la spiaggia dei naturisti dopo la spiaggia del Mingardo e Cala del Cefalo; tra le due spiagge ci sono due gallerie che attraversano i costoni rocciosi della zona del Mingardo.

Provenendo da Marina di Camerota invece, la spiaggia dei naturisti si trova dopo Cala d’Arconte, percorrendo una lunga galleria che separa le due spiagge.

Lungo Cala Finocchiaro sono presenti due lidi, il lido Tretre e il lido Aruba, posizionati entrambi all’inizio della spiaggia; sono poi presenti tre zone di spiaggia libera. La prima porzione di spiaggia libera del Troncone si trova all’inizio di Cala Finocchiaro, sotto la strada provinciale che collega Palinuro a Marina di Camerota. La seconda porzione di spiaggia è situata tra i lidi Aruba e Tretre. La terza parte di spiaggia libera la si trova tra il lido Tretre e la spiaggia riservata ai nudisti.

La spiaggia di Cala d’Arconte

Questa spiaggia presenta due cale, separate da un lembo di terra e unite dalla banchina. L’arenile è stupendo e la sua sabbia è di colore dorato; man mano, che si avvicina alla banchina, presenta granelli più grandi diventando piccoli ciottoli entrando in acqua. L’acqua è un blu acceso dato dalla profondità del mare nel tratto di costa di Marina di Camerota.

La bellezza di Cala d’Arconte è data anche dalla natura circostante, dalla macchia mediterranea e gli alberi di ulivo che si affacciano sul Mar Tirreno. La cala è situata tra la spiaggia del Troncone e la spiaggia di Capogrosso. Inoltre, presso la spiaggia sono presenti alcune strutture ricettive e il Villaggio alberghiero Cala d’Arconte.

Marina di Camerota: la specialità della mozzarella nella mortella

La mozzarellaco’ a mortedda” è un formaggio a pasta filata ottenuto dalla trasformazione del latte di vacca; la zona di produzione tradizionale è individuata in pochi comuni del basso Cilento. La denominazione nasce dall’usanza di confezionare le mozzarelle, di forma allungata e piatta, la cosiddetta “mozzarella stracciata”, alternandole a fronde di mirto appena raccolte successivamente legate alle estremità con i rami sottili e flessibili delle ginestre.

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Generalmente queste confezioni dette “mazzi” contengono da sei a dieci mozzarelle; anticamente essa era prodotta vicino alle zone dove gli animali pascolavano e si presentava dunque l’esigenza di conservarla in involucri che la proteggessero durante il trasporto fino ai paesi dove veniva venduta. Si è scelto di utilizzare il mirto, detto anche mortella, perché oltre a essere pianta sempreverde, è facilmente reperibile come essenza spontanea nelle zone di pascolo del Cilento e conferisce al prodotto un aroma molto particolare.

Una particolarità nella lavorazione consiste nel far maturare la cagliata, dopo la rottura, in assenza, o quasi, di siero il che conferisce al prodotto una consistenza compatta e asciutta con una pellicola esterna particolarmente doppia. Questo formaggio è particolarissimo e va consumato dopo essere stato scartato dal mirto; conserva l’impronta delle foglie e dei rami sulla forma e, soprattutto, il suo aroma.

La ricetta di Davide Mea

Questo prodotto viene consumato da solo come antipasto o con un filo di olio. Per le sue caratteristiche aromatiche particolari, qualsiasi abbinamento risulta difficile; tuttavia, lo chef Davide Mea della Taverna del Mozzo di Marina di Camerota ha realizzato un’ottima ricetta, fresca e ideale per l’estate: un terriccio di pane duro con alici di Menaica, pomodorini e la mozzarella nella mortedda.

Gli ingredienti principali sono: frisella o pane duro, pomodorini datterini, alici salate di Menaica, mozzarella nella mortella, semi di finocchietto selvatico e altre spezie. Per la preparazione è necessario bagnare la friselle o il pane duro e spezzarlo a pezzetti; aggiungere sale, olio e semi di finocchietto. Stendere l’impasto con un matterello e infornare fin quando a quando il composto risulta essere privo di acqua e friabile. Tagliare a metà i pomodorini e stenderli in una teglia da forno con sale, olio e timo ed infornarli per un’oretta. Sciacquare le alici e pulirle.

Prendere il pane, sminuzzarlo nuovamente lasciando qualche pezzo più largo per dare una sensazione di croccantezza al piatto; tagliare la mozzarella ed comporre il piatto sulla striscia di pane precedentemente creata, alternando un pezzetto di mozzarella con sopra le alici, un pomodorino e una foglia di basilico. Guarnire il piatto con le foglioline di mortella presenti nella mozzarella e un filo di olio evo su tutto il piatto.

di Elisa De Vito

Foto copertina: www.marinadicamerotaonline.com

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