Procida è Capitale italiana della Cultura 2022

Procida è Capitale italiana della Cultura 2022

Procida è Capitale italiana della Cultura 2022 –  Non poteva esserci inizio di settimana migliore per la Campania. Da stamane Procida è ufficialmente la capitale italiana della cultura 2022. L’annuncio è arrivato dalla commissione MiBACT, alla presenza di Dario Franceschini, Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Franceschini ha subito detto: “Viva Procida che ci accompagna nell’anno della rinascita”. Il professore Baia Curioni che presiedeva la giuria ha valutato vincente il progetto Procida su una selezione di 10 finaliste.

Procida è Capitale italiana della Cultura 2022. “La cultura non isola”

Una soddisfazione immensa per chi ha lavorato a questo importante progetto e che porta la Campania al centro della cultura e del turismo per il 2022, anno già individuato come strategico per la rinascita dopo l’emergenza pandemia. L’isola sarà il fulcro delle attività. Dopo l’annuncio sono suonate a festa le campane della Parrocchia della Marina Grande, il primo faro dell’Isola.

Procida succede a Parma, capitale italiana della cultura 2020, poi prorogata fino al 2021. Di seguito vi riportiamo il video ufficiale “La Cultura non isola” realizzato da Giffoni Experience per Procida 2022.

 

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Procida 2022, come è nato il progetto

Un’assemblea pubblica ha convocato i cittadini per invitarli a prendere parte al progetto di candidatura di Procida. I 250 cittadini che spontaneamente si sono proposti hanno, pertanto, cooperato al perfezionamento e allo scambio delle idee.  Dai tavoli di lavoro sono emersi progetti, azioni e idee che poi sono diventati parte integrante del programma culturale.

Il Comune di Procida e l’ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) hanno lanciato una Open Call, invitando sull’Isola di Procida 21 cittadini residenti nei 36 Comuni delle piccole isole. I 21 partecipanti, nei giorni 22 e 23 febbraio 2020, hanno lavorato gomito a gomito con i procidani, sono stati ospitati nelle loro case, hanno vissuto una dimensione di accoglienza familiare, immergendosi nella vita, nel tempo, nelle azioni reali dell’isola.

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