Puremotion Photo: l’evoluzione di Salvatore Marseglia con l’IA

Puremotion Photo: l’evoluzione di Salvatore Marseglia con l’IA

Puremotion Photo: l’evoluzione di Salvatore Marseglia con l’IA – Restare fedele alla tradizione guardando il presente e futuro con occhi sempre ben vigili per innovarsi e restare al passo con i tempi. E’ questa una delle mission di Salvatore Marseglia. Fotografo professionista campano, che con il suo accorsato studio Puremotion Photo regala emozioni indelebili ai suoi clienti. Una passione per la fotografia nata sin da quando era piccolo. E mai abbandonata. Neppure quando per motivi lavorativi si è ritrovato per oltre 20 anni in una multinazionale.

“Il mio sogno non l’ho mai lasciato – ci confida Salvatore Marseglia – perché la visione artistica dei luoghi e delle persone non svanisce mai. E, così, dopo diverse pubblicazioni su riviste, alcuni scatti che hanno fatto il giro d’Italia specie nel 2012 in occasione dell’America’s Cup e varie mostre di fotografia con delle personali a Capua, quella passione per la fotografia è divenuta anche lavoro. Oggi racconto le storie di tante coppie campane con una spiccata predisposizione alla fotografia di reportage per il wedding. Mi piace cogliere gli istanti, quelli più semplici e spontanei possibili, utilizzando poco la posa. A meno che non venga espressamente richiesta. Ho sempre avuto una predisposizione anche per la foto notturna grazie ad una corretta utilizzazione e gestione del flash”.

Puremotion Photo: l’evoluzione di Salvatore Marseglia con l’IA. L’opportunità dell’intelligenza artificiale nel mondo wedding

La fotografia è tradizione. Ma l’evoluzione dei mezzi tecnologici e l’avvento di nuove tecniche, porta necessariamente ogni professionista ad essere aggiornato. Salvatore Marseglia è andato oltre in questi mesi. Perché sul mercato internazionale si è imposta l’intelligenza artificiale anche nel ramo della fotografia. E, così, mentre si discute qui in Italia ancora su tanti aspetti legati all’Ia, Salvatore Marseglia con tanto studio, lavoro ed abnegazione ha iniziato a sperimentare. Come?

“E’ una passione questa che è nata sin da subito. Appena è stata introdotta l’intelligenza artificiale. Sono al momento uno dei pochi fotografi nel nostro Paese ad utilizzarla ma credo che a breve tanti colleghi si uniformeranno. Perché i vantaggi sono notevoli. Specie per quanto concerne la post produzione. In pochi istanti riesco ad avere un album grazie a dei comandi che vengono impostati. Al sistema impartisco quello che è il mio stile fotografico e dopo aver caricato il catalogo ottengo un album con tutte le regolazioni luce e chiarezza che avevo in precedenza generato.

Insomma se prima impiegavo moltissime ore per fare post produzione su un determinato numero di immagini, oggi con l’intelligenza artificiale accorcio sensibilmente i tempi e di riflesso anche le consegne agli sposi sono più veloci ed immediate. Sia ben chiaro, però, che prima di arrivare a questo risultato c’è sempre un immenso lavoro da fare. Innanzitutto l’essenza e l’arte del fotografo non viene mai messa in discussione. Perché l’estro di uno scatto in quel determinato momento resta il focus principale.

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                                       Foto senza intervento IA                                  Foto con intervento IA

“Alla base c’è sempre il duro lavoro di pre e post produzione, oltre a giornate intere di studio per restare aggiornato”

Poi quando lo devi lavorare ovviamente è un qualcosa che viene eseguito anche dopo aver utilizzato l’Ia. Per quanto possa fidarmi, perché come vi dicevo è addestrata al mio stile, c’è sempre un lavoro di ulteriore controllo. Ed anche di aggiusto nel caso in cui ce ne fosse bisogno.

Anzi, ad essere realisti, spesso il lavoro è anche doppio perché per arrivare al risultato finale dietro ci sono giornate intere di studio, di confronto con altri colleghi, di sperimentazioni che affinano quella che è la tecnica. Lo studio dei sistemi e il linguaggio di programmazione sono la base per potersi approcciare a questo mondo. L’intelligenza artificiale è uno strumento meraviglioso ma solo dopo che lo hai studiato ed “addestrato” alle tue esigenze e caratteristiche. Non è un qualcosa che arriva e rivoluziona così d’impatto il tuo lavoro.

Anche perché la velocità di cambiamento di questa tecnologia è velocissima. E, quindi, diventa anche impossibile fare un corso. Escono modifiche ed aggiornamenti quotidiani e di conseguenza tu devi essere al passo con tutto. Possiamo addestrare l’Ia con immagini di persone vere, ma ricreare anche persone e cose che non esistono. Per me questo è dare un tocco artistico maggiore alle nostre foto, con una velocità stratosferica”.

Velocità e processi “addestrati” in base al proprio stile. L’IA vista da Salvatore Marseglia

L’avvento dell’Ia ha rivoluzionato il mondo ma come in ogni trasformazione ed evoluzione, ci sono anche dei limiti?

Al momento secondo me l’unico limite è solo quello della fantasia. Ogni tipo di strumento che arriva dalla tecnologia deve essere valutato per capirne i benefici. Immaginate che da tempo sto sperimentando anche le sintografie. Non sono foto, ma immagini generate dall’intelligenza artificiale tramite appositi comandi prompt che vengono impartiti. Si ottengono delle immagini pazzesche, delle vere e proprie opere d’arte che in molti stanno già comprando attraverso Ntf, ovvero moneta elettronica.

Finora come vi dicevo ho individuato solo vantaggi perché velocizza alcuni processi. Nel campo wedding viene già molto utilizzata questa tecnologia senza che gli sposi se ne accorgano. Io personalmente lo comunico alle mie coppie perché l’aspetto favorevole è quello di velocizzare il lavoro e di conseguenza impiegare più tempo proprio per lo scatto. Rispettando sempre i tempi per una post produzione base con regolazione e scrematura, oltre a quelli del laboratorio, si possono consegnare gli album finiti anche in un mese. Ed è per questo che alle future coppie di sposi dico che con queste tecnologie avranno le foto ancora più belle, con una ricerca del dettaglio migliore, e con tempi di consegna molto rapidi”.

di Denise Lo Monaco

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