Limatola: il borgo beneventano tra attrazioni e storia

Limatola: il borgo beneventano tra attrazioni e storia

Limatola: il borgo beneventano tra attrazioni e storia – Sovrastato dal Castello normanno, il borgo medievale di Limatola sorge nella valle del Volturno, circondato dal massiccio del Taburno, dal Monte Maggiore e dai Monti Tifani. E’ una delle porte del Sannio beneventano verso l’area metropolitana di Napoli.

Limatola: il borgo beneventano tra attrazioni e storia. Le origini

Sulle origini del nome esistono due ipotesi. Secondo una prima il nome deriva da “limo”, cioè terra limacciosa, fertilizzata dal fiume. Secondo l’altra, si intende terra levigata, spianata dal fiume.

Limatola è documentata già in epoca longobarda come presidio militare del Principato di Capua, al confine con il Ducato di Benevento. Anche se alcuni ritrovamenti archeologici attesterebbero l’importanza della zona già nel periodo romano. Nell’842 d.C. il conte longobardo Landolfo di Caserta vi riportò una vittoria contro i beneventani.

Nel 1064 apparteneva all’abbazia di Montecassino. Sotto i d’Angiò spettò ai Beaumont. Nel XIV secolo fu possedimento prima dei Cantelmo e poi dei D’Artus. Il secolo successivo fu feudo dei Della Ratta. Nel Cinquecento appartenne ai de Capua, ai Mastelloni e ai Gambacorta. Nel 1811 entrò a far parte del circondario di Solopaca per poi passare a quello di Sant’Agata de’ Goti nel 1816. Dal 1861 con l’Unità d’Italia appartiene alla provincia di Benevento.

Limatola: cosa vedere?

Il borgo medievale

Immersa com’è nel verde tra il fiume Volturno e i Monti Tifatini, con le sue fontane, Limatola è la meta ideale per chi vuole trascorrere qualche ora all’aria aperta. Il centro sannita è noto per la freschezza e la salubrità delle acque delle sue fontane. Il versante limatolese dei Tifatini è, infatti, ricco di sorgenti. Le fontane principali sono quella di Margherita de Tucziaco e quella di Biancano, entrambe presentano degli abbeveratoi per animali e dei lavatoi in pietra risalenti al XVII sec.

Limatola: il borgo beneventano tra attrazioni e storia. Il Castello

Il Castello di Limatola è sito nella parte alta del centro storico, in posizione strategica, a guardia della valle solcata dal fiume Volturno. Tra il massiccio del Taburno, il monte Maggiore ed i monti Tifatini. Sorge su una collina che sovrasta il Borgo. L’edificio risale ai Normanni, costruito sui resti di una torre longobarda. Nel Rinascimento importanti lavori di ristrutturazione lo trasformarono da architettura militare a dimora signorile. Pur conservando alcune caratteristiche difensive, come la Cinta Muraria intervallata da torri e la Scarpata fino all’altezza del cornicione, a dimora signorile.

Le decorazioni della Cappella, gli affreschi seicenteschi della foresteria con scene tratte dalla Gerusalemme Liberata e quelli settecenteschi del piano nobile con illusionistiche architetture, paesaggi, girali, grottesche rendono il Castello di Limatola un luogo da scoprire e raccontare.

Dopo decenni di abbandono l’edificio è stato restaurato nel 2010, grazie alla famiglia Sgueglia, attuale proprietaria dell’antica fortezza. Oggi rappresenta un prestigioso punto di interesse storico, artistico e culturale, ed ospita un albergo ristorante, ottima location per l’organizzazione dei matrimoni. (Clicca qui e leggi l’approfondimento).

Il castello è circondato da una cinta muraria intervallata da torri circolari dotate di scarpata fino all’altezza del cornicione. La cappella palatina dedicata a San Nicola conserva un crocifisso d’epoca e il portone originale. Alcune sale sono decorate da affreschi prevalentemente del XVIII secolo.

Il Castello di Limatola è a disposizione per visite guidate mirate ad attività didattiche.

Matrimonio al Castello

L’evocativo scenario dell’antico borgo medioevale e l’incantevole Castello di Limatola, che custodisce al suo interno la sua ineguagliabile bellezza, sono il luogo ideale per rendere il giorno del matrimonio indimenticabile.

Il Castello di Limatola si apre sulla loggetta esterna che conduce alla Sala delle Feste, le cui volte sono arricchite dagli affreschi di Antonio Marotta. La splendida Corte Alta è il cuore del palazzo signorile, sulla quale si affacciano le camere, la piccola chiesa e le vecchie cucine. Dalla corte interna si può accedere al nucleo più antico del maniero. Arrivando alle suggestive Sale Gotiche, caratterizzate dalle volte ad ogiva e da caleidoscopici riflessi di luce sulla nuda pietra.

Di più recente costruzione è la Sala Canelli, che ripropone al suo interno la struttura di una piazza. Luminosa e di ampio respiro, presenta nella decorazione delle volte la rassegna storica iconografica degli stemmi di tutte le famiglie che hanno avuto in proprietà il castello di Limatola.

Nella prima stanza della Foresteria troviamo la Sala Museo Garibaldi. Unica nel suo genere che custodisce al suo interno una serie di incisioni, immagini e cartine storiche della Battaglia del Volturno del 1860.

Per venire incontro alle esigenze di tutti e per continuare i festeggiamenti, il Castello di Limatola mette poi a disposizione un servizio di pernottamento per gli Sposi e i loro ospiti, in magnifiche suites.

Rito Religioso o Civile?

È possibile organizzare sia il rito Religioso, che Civile. Per il primo, per consacrare le nozze Infra castrum è presente la caratteristica Chiesetta Palatina di San Nicola, che conserva al suo interno un crocifisso d’epoca e l’originale portale romanico. Ai piedi dell’antico Maniero è, invece, situata la vecchia Chiesa di San Biagio Martire e S. Sossio, costruita agli inizi del ‘500. Nominata nella Bolla di Sennete del 1113 e restaurata dal duca Gambacorta nel 1724. Se la vostra scelta ricade su un rito civile, il Castello saprà accontentarvi ugualmente. Per i riti civili sono infatti a vostra disposizione la prestigiosa Sala Museo Garibaldi e il Salone delle Feste.

Nella Sala Museo Garibaldi l’attenzione ricade sulle immagini storiche della Battaglia del Volturno del 1860. Il Salone delle Feste è arricchito nelle sue volte dagli affreschi di Antonio Marotta, un decoratore minore della Maddaloni del Settecento.

Cadeaux al castello

Da 11 anni, si svolge “Cadeaux al castello”, un mercatino di Natale che unisce artigianato di qualità e gastronomia. L’evento richiama centinaia di migliaia di visitatori da tutt’Italia, in uno scenario unico, che è, appunto, il castello di Limatola.

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La Chiesa dell’Ave GratiaPlena

Consacrata nel 1404, sorta per volontà della popolazione locale merita una visita. All’epoca barocca risale il campanile. L’interno è a tre navate ed è ricco di stucchi barocchi. Notevole l’altare maggiore in marmi policromi del 1700 e la grande sacrestia neoclassica. Dal 1977, la chiesa è di proprietà del Comune.

Limatola: il borgo beneventano tra attrazioni e storia. La cucina limatolese

Costituita da piatti semplici della tradizione contadina a base di carni e di verdure stagionali. Da assaggiare sono, però, i salumi prodotti dalle macellerie locali e i formaggi, in particolare la Mozzarella di Bufala DOP.

La Mozzarella di Bufala DOP

La Mozzarella di Bufala Campana DOP è un formaggio fresco a pasta filata prodotto con latte fresco di bufala di razza Mediterranea italiana, particolarmente ricco in grasso e proteine. Il disciplinare contenuto nel DPR 28/9/1979 prevede, per la produzione, l’utilizzo esclusivo di latte di bufala. In tal modo rimane escluso un impiego anche parziale di latte bovino, altrimenti la mozzarella non potrebbe essere più denominata “di bufala” ed il latte bovino dovrebbe essere necessariamente incluso tra gli ingredienti di produzione.

La forma, solitamente, è tondeggiante, ma sono ammesse anche altre forme. Come bocconcini, trecce, perline, nodini, ciliegine, ovoline. Il peso è variabile tra 10 e 800 g a seconda della forma e fino a 3 kg per la forma a treccia.

La crosta è di colore bianco porcellanato, ha una pelle sottilissima e superficie liscia. La pasta ha una struttura a foglie sottili leggermente elastica nelle prime 8-10 ore dalla produzione che tende poi a divenire più fondente. Il sapore è caratteristico e delicato, con un vago sentore di muschio, l’odore richiama quello dei fermenti lattici.

È ammessa anche l’affumicatura, un antico e tradizionale processo naturale di lavorazione, ma in tal caso la denominazione di origine deve essere seguita dalla dicitura “affumicata”. Mediamente occorrono 4,2 litri di latte di bufala per produrre un chilogrammo di mozzarella.

di Elisa De Vito

Tutte le foto sono state gentilmente concesse dal Castello di Limatola

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